Arte Tag: identità

EVA MAYA

Eva Maya è una cartografa dell’animo umano: la sua ricerca parte dall’incontro con l’altro. Attraverso l’osservazione partecipante, tecnica antropologica grazie alla quale l’artista entra in profondo contatto con diverse categorie umane, ha la possibilità di indagare parti identitarie archetipiche quali il femminile, il maschile, il desiderio erotico, il potere, il successo. In questo modo l’identità diventa un caleidoscopio di significati esplorabili: “I would suggest the possibility to be more”

Silvia Gribaudi

Roger Salas dice di lei nel quotidiano El Paìs ”Silvia Gribaudi es una artista singular que cultiva el feísmo y un humor ácido; su llamativo físico ya va a contracorriente” [Silvia Gribaudi è un’artista unica che coltiva un umorismo acido e il gusto per ciò che è considerato brutto; il suo fisico appariscente va controcorrente]

 

“Per ciò che riguarda ‘A CORPO LIBERO’, che cosa si può scrivere che possa rendere giustizia? E’ un manifesto di emancipazione. E’ un lavoro curato minuziosamente. E’ edificante, affascinante, contaminante e stimolante. E celebra l’umanità in maniera sfacciata. Ad essere onesti, in tutto il festival non ho visto nessun altro essere umano così bello sul palco” Recensione di Duncan Keegan

MOTUS

MOTUS è la compagnia fondata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò nel 1992. Il gruppo, esploso negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, ha saputo prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente.
Dalla sua fondazione Motus affianca la creazione artistica – spettacoli teatrali, performance e installazioni – con un’intensa attività culturale, conducendo seminari, incontri, dibattiti e partecipando a festival interdisciplinari nazionali e internazionali.
Liberi pensatori, portano i loro spettacoli nel mondo: da Under the Radar (NYC), al Festival TransAmériques (Montréal), Santiago a Mil (Cile), Fiba Festival (Buenos Aires), Adelaide Festival (Australia), Taipei Arts Festival (Taiwan) e in tutta Europa.

I Figli di Marla

I FIGLI DI MARLA è una filosofia, un modo di stare in scena, un modo di vivere e sentire, una disciplina per corpo ed emozioni, un controllo consapevole della nostra energia, una religione per il performer, i figli di marla sono figli del mondo.

Senith

Senith è performer queer drag, curatrice di workshop ed eventi, attivista queer. Cofondatrice di Eyes Wild Drag, Senith lavora nella sperimentazione dei Generi, dei ruoli e dell’immaginario erotico, rappresentando la prima costruzione performativa e critica delle Faux Queen in Italia, ridisegnando un immaginario queer del femminile. Ha varie volte catturato l’attenzione dei media nazionali ed esteri. Nel 2012 è stata impegnata in un tour mondiale che l’ha portata in numerose città europee fino a svariate tappe negli Stati Uniti. Direttrice artistica di GendErotica, nel 2013, in occasione del festival, ha convocato la prima Fem Conference italiana (ed europea) che ha visto la partecipazione di numerose artiste, attiviste e docenti da svariate parti del mondo. Nello stesso anno, il festival è stato ospite di Arte Fiera di Verona, nello spazio curato dall’associazione Cuntemporary. Nel 2015 nasce l’Erotic Lunch, pranzo-spettacolo dedicato all’erotismo, di cui è performore, regista e art director. Nel 2016, firma il primo spettacolo interamente in assolo, BAD ASSolo. Sempre nel 2016 esce il documentario Al di là dello specchio, di Cecilia Grasso, di cui è coprotagonista, che viene presentato in numerosi festival in Italia e all’Estero. Il film ha vinto, al Newark International Film Festival (Usa), il premio per la miglior regia. Partecipa al lavoro artistico dell’artista italo-libanese Adelita Husni-Bey, La Luna in Folle, selezionato al Premio Maxxi 2016, performando al Museo Nazionale per le Arti del XXI Secolo il 29 settembre.

Marika Puicher

Marika Puicher è una fotografa freelance specializzata in reportage sociale. Nel 2009 compie un viaggio in Turchia durante il quale racconta la vita quotidiana dei Curdi. Nell’estate 2010 la ricerca di civili assassinati in Bosnia durante la guerra. Subito dopo è attiva nella documentazione della crisi economica italiana, del dramma delle famiglie italiane che si battono per la loro casa e del disastro chimico dell’ILVA. Nel 2012 vince il “Portfolio Citerna Awward” con il progetto “For the children’s sake”, sugli attacchi terroristici in Italia. Successivamente produce una serie di lavori sulle persone LGBT in Italia, Spagna e Marocco. Con uno di questi, “Ella”, vince il “Pride Photo Award 2015” e con “Solo” vince il secondo premio. “Ella” ha ricevuto anche una menzione d’onore nei MIFA 2015.

Loredana Denicola

Loredana Denicola è una fotografa documentarista e vive a Londra. Il suo rapporto con la fotografia nasce dal desiderio di cambiamento e dall’esigenza di una evoluzione personale che parte dalla scoperta della propria ‘struttura psicologica’, e poi di  comprensione e distruzione della stessa usando il proprio lavoro artistico come potente mezzo di autoanalisi. Sotto questo aspetto il suo progetto, “I am your mirror” è esplicitamente rappresentativo di questo processo nel quale, instaurando un rapporto di intimità con dei perfetti estranei, trovati su Internet, Loredana usa la fotografia per mettere a nudo alcune tra le pulsioni più nascoste e soppresse di entrambi, sbarazzandosi temporaneamente di quegli schemi comportamentali che ci rendono come degli automi che recitano dei ruoli che non ci appartengono per essere accettati dalla società. Il risultato? Un attacco frontale all’identità che può aprire molte porte ma anche lasciare profondamente disturbati proprio come fissarsi allo specchio e chiedersi: chi siamo veramente?

Alberto Barazzuti

La mia attenzione va soprattutto a temi che riguardano l’individuo e l’identità nell’attuale società della comunicazione e della tecnica, quindi ai processi economici e culturali che determinano le dinamiche sociali, ai processi di mondializzazione e di esclusione, all’invasività del mondo multimediale e alla pervasività della tecnologia. Penso che sia importante elaborare una strategia di sopravvivenza partendo dalla propria marginalità; decolonizzare il proprio immaginario da quei valori che tendono all’omologazione per poter formulare nuove ipotesi di partecipazione.

Silvia Giambrone

Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi  nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.

Alex Hai & Yamada Hanako

Alex Hai è conosciuto come il primo gondoliere donna di Venezia. Con la collaborazione dell’artista Yamada Hanako, ha prodotto una serie fotografica per raccontare sé stesso.