Alex Hai è conosciuto come il primo gondoliere donna di Venezia. Con la collaborazione dell’artista Yamada Hanako, ha prodotto una serie fotografica per raccontare sé stesso.
Arte Tag: minoranze
A Queer Culture Illustrated Guide
A Queer Guide è un’enciclopedia for-dummies sul mondo LGBT, i suoi termini e le sue icone. Un modo divertente per imparare e trovare tutto ciò che serve per combattere ignoranza e quindi discriminazione.
La guida è aperta a contributi, per essere aggiornata ogni volta che qualcuno ha qualcosa da aggiungere. A Queer Guide è anche un piccolo booklet cartaceo. Lo puoi acquistare e regalare alla tua dolce metà, ai vicini di casa omofobi, a Babbo Natale, ai tuoi genitori e agli amici etero che ti chiedono costantemente “..ma come funziona con te?”
Anna Ramasco
Anna Ramasco stages collective performances aiming to overcome the existing scepticism over the “diverse” through the use of light, ironic and positive spins. She gives particular attention to dis-abilities, especially deafness. Her “50 segnanti” performance happened at Palazzo Grassi in May 2014 during the estranged atmosphere of a Doug Wheeler performance. In her individual performance “La
In her individual performance “La fioraia” ArtVerona 2013, she celebrates sexuality (sometimes dramatic, other times soft and kitsch) dancing with handmade and already-made phalluses that get put in vases of plants and flowers.
Sergio Racanati
Il mio lavoro è ispirato da un interesse per la storia sociale dell’uomo e la sua relazione con l’ambiente urbano, politico e architettonico. Analizzo gli elementi laterali dimenticati dalle narrative storiche riflettendone il rapporto tra il paesaggio urbano e l’evoluzione civile dell’uomo; contesto la storia del comportamento comunitario in architettura e politica studiandone il rapporto tra memoria individuale e collettiva. Un lavoro del corpo, non inteso come diario privato, che respinge ogni narrativa intenta a favorire prospettive analitiche ma che punta a costruire un deposito di memoria culturale da cui si possa prendere riferimento cosicché possa essere usato come critica del presente. Uno studio tende alla rilettura in chiave critica dei sistemi di potere e la complessa realtà dell’economia globalizzata. Una visione artistica e una vita che muovono tra ‘sottoculture di resistenza’ che tentano di resistere la massificazione della vita urbana, la distruzione dell’ambiente e del paesaggio. Ciò é anche un atto politico attraverso il linguaggio dell’arte quando assume il significato di organizzazione, impiego e gestione dello spazio comune, sociale e collettivo. I contesti che vengono piú spesso utilizzati nella mia ricerca artistica sono ‘residui,’ ovvero piazzati al confine tra la produzione di conoscenza e l’uso industriale risultato del ‘potere illegale’ e speculativo della vita stessa. L’importanza politica risponde alle multiple richieste della gente che richiede una revisione delle dicotomie tra pubblico/privato, visione individuale/visione collettiva.
Chiara Trivelli
La mia pratica artistica parte dal presupposto che l’arte si possa comprendere come un diretto intervento sui processi di trasmissione culturale che concernono gli spazi pubblici, le comunità che vanno scomparendo e i luoghi dimenticati e si preoccupa di mettere in discussione identità e lingue.
Non è tanto un lavoro individuale quanto uno basato sull’approccio partecipativo che tratta l’immateriale: la memoria, l’ambiente, la marginalità e la trasformazione sociale. Con l’attivarsi di certi processi condivisi si viene quasi costretti ad accantonare il nostro ego: questa è la parte più dura della mia pratica. L’esporre una critica di relazione diventa così qualcosa di intrinseco all’arte, un processo di crescita collettiva.
Provo a raccontare delle storie vere che compongo collettivamente attraverso video, installazioni, tracce sonore, performance e, dopo aver adottato un alternativo punto di vista dal fatto originale, sviluppo metodi site-specific per riscriverne i vari contesti.

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