Arte Tag: transgender

EGON BOTTEGHI

Egon Botteghi realizza performances teatrali nate dal corpo di una persona trans, corpo di sangue e muscoli, grasso ed ossa, esperienza, pensiero, voci,  elaborazione culturale e spirito critico, svolte attraverso un collage di scrittura, lettura, affabulazione, video interviste, canto e musica, per raccontare la propria storia e la storia di altre persone trans al di sopra della psichiatrizzazione e della patologizzazione come unica forma di esistenza.

“Io sono un uomo transessuale. E non sono un trans perché voglio rinnegare la donna che è in me, perché mi vergogno di lei, anzi scoprendomi trans ho capito che riuscirò a far splendere di puro orgoglio la mia parte femminile, che non è niente di tutto quello che si professa in giro sull’eterno femminino e sopratutto riuscirò a far splendere la persona che veramente sono. Ego-n. Evviva la chimera Egon, perché sua è questa vita”.

(Da “Mi chiamo Egon. Diario di un uomo transessuale”- performance teatrale)

Alex Hai & Yamada Hanako

Alex Hai è conosciuto come il primo gondoliere donna di Venezia. Con la collaborazione dell’artista Yamada Hanako, ha prodotto una serie fotografica per raccontare sé stesso.

Silvia Chiogna

Per il Film MIRCO ho scelto di non lavorare secondo lo stile documentaristico convenzionale. Non volevo osservare le persone dall’esterno e fare un film sugli altri, i Transgender, i diversi. Volevo affrontare l’argomento Generi nel suo significato generale perché è un argomento che penso riguardi tutti. Per questa ragione, a metà del film, entro in scena io stessa come persona che nel film dovrebbe rappresentare la classica ottica bipolare uomo-donna.

Non ho voluto fare un film che affronta l’argomento raccontando solo il lato deprimente di chi purtroppo si scontra tutti i giorni con una società di generi normativa e rigida, anzi, ho cercato di esplorare questa tematica con leggerezza, riconoscendo nel gioco e nello scherzo un’occasione per mostrare un punto di vista differente. Per questo ho realizzato insieme a uno dei protagonisti alcune scene da Agent provocateur,  infrangendo le regole di comportamento di genere e osservare le reazioni delle persone, semplicemente filmandole.

Kyrahm e Julius Kaiser

Kyrahm e’ una delle rappresentanti della live art in italia. Artista concettuale, videoartista, body artist e performer internazionale.
Elabora performance dal forte impatto emotivo dove tutto cio’ che avviene e’ reale. Crea concept innovativi ed opera nel campo dell’arte contemporanea e della comunicazione.
Julius Kaiser e’ videomaker, drag king e performance artist. La sua ricerca artistica ha origine nell’ambito della sperimentazione che indaga i ruoli sociali di genere proponendo una visione fluida degli stessi coerentemente con le teorie filosofiche Queer. L’incontro con l’artista Kyrahm ha determinato una prospettiva artistica ai contenuti di tale indagine, dando vita a performance sperimentali ottenendo riconoscimenti a livello internazionale. Lavora anche come videomaker realizzando videoclip e documentari, organizza workshop.
Insieme operano sia nella scena underground che nell’ambito dell’arte contemporanea presso gallerie, musei e rassegne internazional, organizzano seminari ed eventi.
Hanno istituito il movimento artistico italiano Human Installations.

AMAE

Eccezionale collaborazione, AMAE si focalizza sulle tensioni che si generano tra i corpi marginalizzati da una società eteronormativa. Il loro studio contamina i linguaggi tradizionali dell’arte comunicativa (poesia, video, suono, fotografia, installazione e performance) con i media di massa attraverso lavori fotografici e performance che sono spesso in streaming live sul web. Spesso lavorando su piattaforme internazionali in tutta Europa, AMAE é incentrata sull’intersoggettività e transfer nella performance art; eredità e mimica del comportament; la mimica contro l’imitazione; identificazione e conflitto; società primaria e società contemporanea; spazio e tempo d’assimilazione dei comportamenti empatici; comportamenti in relazione all’alterità; corpi transitory; realtà augmentata.

Orlando MYXX e Giovanna Frene

Maschlità XX è un progetto poetico-fotografico. Parla di una “mascolinità senza uomo”, del maschile XX, quello reinterpretato e vissuto dalle donne (tali almeno geneticamente), nelle forme più diverse: quello delle donne androgine o delle lesbiche mascoline (butch), quello teatrale delle Drag King o quello incarnato dei trans (Female-to-Male), o quello più giocoso e saltuario delle travestite.

Il progetto si sviluppa tramite una serie di ritratti fotografici, in forma di dittico, ciascuno accompagnato da un componimento poetico.

Ogni dittico rappresenta la stessa persona in due versioni:  una “neutra” e di rifiuto della  vestita in jeans e t-shirt bianca, e una maschile, con gli abiti e nella posa in cui sente di esprimere tutta la propria “maschilità”.

Le poesie, nate dalle interviste con i soggetti fotografati, serviranno da brevi narrazioni inerenti al vissuto delle singole persone, in riferimento alla loro personale idea del maschile.

Francesco Paolo Catalano

Storytelling e ritrattistica fotografica come veicoli delle pratiche vestimentarie e dell’identità, determinate culturalmente.

L’utilizzo del travestitismo, del make up, della performance fotografica recitativa, e di una cultura dell’abito tra cinema, teatro e moda, per osservare l’illusione della rigidità delle identità di genere e gli stereotipi sociali fondati sulla rigidità del binarismo uomo/donna.

Tiziana Contino

Le sue opere sono progetti multimediali sviluppati tramite lʼutilizzo di foto, video, installazioni multimediali e performance interattive, dove lo spettatore è chiamato ad unʼinterazione sinestetica ed emotiva. Il suo lavoro si sviluppa con influenze dei filosofi Gilles Deleuze e Felix Guattari. Le interessano in particolare i concetti di “nomadismo del pensiero” e “deterritorializzazione”.

Questi concetti sono orientati prevalentemente ad un’analisi dell’uomo e del mondo in cui vive e con cui si relaziona. A questi base concept, lega l’idea di  Transgenderismo, come infinita possibilità di transitare da un genere all’altro in un’idea di “momenti d’identità”.

La sua ricerca è orientata verso la performance di interazione come studio dei comportamenti umani nel tentativo di sovvertire abitudini staticizzate. Gli ultimi progetti mirano ad azzerare distanza e diffidenza che ritroviamo quotidianamente nella vita e nei rapporti con gli altri, sono performance di interazione votate al ristabilimento del contatto o/e alla riflessione su di esso.