Tecnicha: scrittura

EGON BOTTEGHI

Egon Botteghi realizza performances teatrali nate dal corpo di una persona trans, corpo di sangue e muscoli, grasso ed ossa, esperienza, pensiero, voci,  elaborazione culturale e spirito critico, svolte attraverso un collage di scrittura, lettura, affabulazione, video interviste, canto e musica, per raccontare la propria storia e la storia di altre persone trans al di sopra della psichiatrizzazione e della patologizzazione come unica forma di esistenza.

“Io sono un uomo transessuale. E non sono un trans perché voglio rinnegare la donna che è in me, perché mi vergogno di lei, anzi scoprendomi trans ho capito che riuscirò a far splendere di puro orgoglio la mia parte femminile, che non è niente di tutto quello che si professa in giro sull’eterno femminino e sopratutto riuscirò a far splendere la persona che veramente sono. Ego-n. Evviva la chimera Egon, perché sua è questa vita”.

(Da “Mi chiamo Egon. Diario di un uomo transessuale”- performance teatrale)

Slavina

Slavina è un’artista multimedia: definisce pornoattivismo il suo ambito di ricerca e creazione.

È cresciuta come videomaker alla scuola DIY del mediattivismo con Candida, tv elettrodomestica; a fine anni ’90 ha partecipato come fotografa e performer a PhagOff, la prima festa queer a Roma.

Nel 2005 si è trasferita in Spagna scoprendo la scena della postpornografia. Da allora la sua produzione si è sviluppata concentrandosi sulle politiche del corpo e sulla rappresentazione delle sessualitá. Rincorrendo un equilibrio impossibile tra arte e attivismo, nei suoi progetti (video, teatro cabaret e laboratori) pretende valorizzare il potenziale politico di trasformazione della condivisione dell’intimitá. Grazie al suo lavoro di networking e traduzione ha facilitato la diffusione in Italia delle opere e artiste piú interessanti del femminismo contemporaneo spagnolo.

Nel 2012 ha pubblicato un libro di racconti erotici che per primo in Italia popolarizzava il concetto di dissidenza sessuale. Fa parte del collettivo di registe Le ragazze del porno e del progetto di ricerca accademica e performativa transnazionale Zarra Bonheur.

Loredana Denicola

Loredana Denicola è una fotografa documentarista e vive a Londra. Il suo rapporto con la fotografia nasce dal desiderio di cambiamento e dall’esigenza di una evoluzione personale che parte dalla scoperta della propria ‘struttura psicologica’, e poi di  comprensione e distruzione della stessa usando il proprio lavoro artistico come potente mezzo di autoanalisi. Sotto questo aspetto il suo progetto, “I am your mirror” è esplicitamente rappresentativo di questo processo nel quale, instaurando un rapporto di intimità con dei perfetti estranei, trovati su Internet, Loredana usa la fotografia per mettere a nudo alcune tra le pulsioni più nascoste e soppresse di entrambi, sbarazzandosi temporaneamente di quegli schemi comportamentali che ci rendono come degli automi che recitano dei ruoli che non ci appartengono per essere accettati dalla società. Il risultato? Un attacco frontale all’identità che può aprire molte porte ma anche lasciare profondamente disturbati proprio come fissarsi allo specchio e chiedersi: chi siamo veramente?

Alberto Barazzuti

La mia attenzione va soprattutto a temi che riguardano l’individuo e l’identità nell’attuale società della comunicazione e della tecnica, quindi ai processi economici e culturali che determinano le dinamiche sociali, ai processi di mondializzazione e di esclusione, all’invasività del mondo multimediale e alla pervasività della tecnologia. Penso che sia importante elaborare una strategia di sopravvivenza partendo dalla propria marginalità; decolonizzare il proprio immaginario da quei valori che tendono all’omologazione per poter formulare nuove ipotesi di partecipazione.

Lilly Lablonde

Come autrice, performer e regista la mia ricerca artistica si è spesso focalizzata sul tema delle identità di genere e della sessualità. I miei lavori coinvolgono diversi linguaggi artistici (video, letteratura, suono e poesia) e hanno l’ obiettivo di portare alla luce narrazioni difficilmente rappresentate nel mondo dell’arte.  Negli ultimi due anni mi sono occupata principalmente di cinema, formandomi nella scrittura e regia. Ho realizzato come autrice due cortometraggi: Immaginare T (2014)  e The Second Closet (2015) di cui ho curato anche la regia.

Sotto il nome artistico Lilly Lablonde ho creato il progetto artistico Bibliothèque Érotique che ha lo scopo di promuovere l’erotismo, attraverso la letteratura e la live performance.

ZEGRA production

L’arte di ZEGRA indaga i confini della lingua e dell’immaginario contemporaneo attraverso la filosofia femminista della differenza. I suoi oggetti sono misure di distanze che intercorrono tra la percezione del corpo in relazione e l’uso di categorie astratte.

La produzione poetica di ZEGRA è strettamente connessa all’attività filosofica (http://www.iaphitalia.org/) e alla critica teatrale (http://nucleoartzine.com/) di Enrica Giannuzzi, ma si nutre del dialogo e della collaborazione con artiste visive e parlanti molteplici.

Goghi&Goghi

Goghi&Goghi è un collettivo artitico nato dalle idee e dall’incontro di Mara Pieri, attrice e performance, e Elia Covolan, autore e illustratore. Goghi&Goghi lavora a differenti progetti artistici con l’intento di fondere linguaggi artistici diversi e utilizzando un approccio intersezionale e interdisciplinare, che unisce teatro, performance, video, illustrazione e installazione.
I lavori di Goghi&Goghi si concentrano in particolare su tematiche di genere, transessualità, migrazioni, identità e sessualità. Goghi&Goghi lavora in Italia, Argentina, Cile, Norvegia e Spagna, con lo scopo di creare un dialogo incessante, continuo e reciproco tra diversi sguardi e approcci artistici.

Shakinart Community

“ShakinArt” è una coppia di artisti italiani attiva nel campo delle arti visive e performative. Fondato da Marco Zocca JeanPierre (musicista, scrittore e artista) e Jonathan De Checchi (artista e attore teatrale), il duo è supportato da un largo gruppo di giovani artisti (pittori, musicisti, attori e scrittori) in constante cambiamento.

L’obiettivo di questo progetto è quello di andare oltre le barriere poste dalle caratteristiche artistiche personali, incanalandole attraverso scioccanti esperienze artistiche che vengono prodotte con l’intento di interagire e comunicare con il pubblico in maniera profonda.

Alice Pedroletti

Ha lavorato come fotografa collaborando con riviste di design e lifestyle, case discografiche, brand di moda, uffici stampa e agenzie di comunicazione per importanti settori del corporate internazionale. Ha insegnato allo IED di Milano reportage e ricerca editoriale e negli ultimi anni si è occupata di pubblicità.

Parallelamente si è sempre interessata all’arte contemporanea realizzando mostre e progetti sperimentali, partecipando a residenze per artisti o a progetti internazionali.

Dal 2012 è totalmente concentrata sul suo percorso artistico, basato sullo studio della relazione che lega l’uomo all’ambiente circostante, sullo spazio come estensione di un pensiero o come risultante tra vuoto e assenza, sul tempo e la sua percezione in relazione alla fruizione stessa dell’arte e sull’etimologia delle parole che caratterizzano i suoi lavori. Usa principalmente fotografia, video, scrittura, archiviazione, audio.