Ha studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV) e si è diplomata a Bologna all’Accademia di Belle Arti. Parallelamente ha praticato Teatro Danza e Danza Contemporanea. Dipinge su tele nude inchiodate a parete, utilizzando crete e carboni neri. Lavora sull’individuo, l’essere umano, la cattiveria e la follia. Ma anche sulle peculiarità che ci contraddistinguono dal magma che siamo. Su ciò che da valore alla mera sopravvivenza. Vive quotidianamente la compresenza della vita e della morte, il coesistere delle dicotomie, la stupidità e la pericolosità, tutta umana, di dare un nome alle cose.
Sul fare pittura scrive: «Abitare il corpo.
Con tutti i suoi nei, le artriti, i pori, i punti neri. La carne, le ossa, il grasso, i seni, il sesso, terminazioni nervose, vasi sanguigni, reti neurali. Il pensiero è nello scheletro. E bocche , orifizi, sudore, umori. Fluidi, liquidi come il corpo. Come il pensiero. Mai fermi. In costante movimento. La stessa vibrazione che è nel gesto che graffia la tela e la scalfisce. E lei risponde. Non asseconda. Preme per dire la sua. E quando questa lotta fra carbone, mani, parete, tela e cervelli trova una conclusione, si rende percepibile il crogiolo abitante l’individuo.»