LA MUSA E GLI ARTISTI è un progetto dove due affermati pittori contemporanei di lungo corso danno vita ad opere il cui filo conduttore è costituito dai suggerimenti di una giovane musa ispiratrice politicamente scorretta la quale ha l’ultima parola sul destino dei lavori compiuti, ovvero, se quanto realizzato dagli artisti soddisfa la musa le opere saranno di dominio pubblico altrimenti gli artisti devono distruggerle davanti a lei, di queste non deve rimanere memoria. E’ cosi che di dieci lavori realizzati dal gruppo negli ultimi anni nove sono andati completamente perduti. L’ Identità dei tre sarà rivelata solo a progetto concluso perchè facendo propria la massima di Oscar Wilde LA MUSA E GLI ARTISTI ritengono che “Rivelare l’ arte e nascondere l’ artista è il fine dell’ arte”
Tecnicha: pittura
Nicolò Bruno
Rambelli e Bigi
’29 our circled world’ è un progetto di Silvia Bigi e Laura Rambelli, nato dall’idea che la femminilità e lo spazio delle donne di oggi abbiano bisogno di essere ri-trovati cercando una nuova direzione. I combattimenti degli anni ‘70 hanno contribuito a dare importanti diritti sociali, beni materiali e spazio alle donne, ma allo stesso tempo hanno creato una grande distanza nei confronti della loro vera natura. Donne e uomini sono diversi. Questa diversità è vissuta profondamente nei nostri corpi, nella nostra vita circolare, nelle nostre trasformazioni, biologiche e mentali. É arrivato il momento di accettare la nostra diversità, che in realtà è proprio la nostra forza, la reale natura, l’origine dell’amore: uomini e donne sono complementari. 29 rappresenta un primo tessello nella creazione di nuove forme di espressione che rinunciano a combattere in nome di una condizione di uguaglianza sterile. L’arte ha oggi altri modi per arrivare: più sottili, profondi, dolci, circolari.
Stella Stefania Gagliano
Ha studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV) e si è diplomata a Bologna all’Accademia di Belle Arti. Parallelamente ha praticato Teatro Danza e Danza Contemporanea. Dipinge su tele nude inchiodate a parete, utilizzando crete e carboni neri. Lavora sull’individuo, l’essere umano, la cattiveria e la follia. Ma anche sulle peculiarità che ci contraddistinguono dal magma che siamo. Su ciò che da valore alla mera sopravvivenza. Vive quotidianamente la compresenza della vita e della morte, il coesistere delle dicotomie, la stupidità e la pericolosità, tutta umana, di dare un nome alle cose.
Sul fare pittura scrive: «Abitare il corpo.
Con tutti i suoi nei, le artriti, i pori, i punti neri. La carne, le ossa, il grasso, i seni, il sesso, terminazioni nervose, vasi sanguigni, reti neurali. Il pensiero è nello scheletro. E bocche , orifizi, sudore, umori. Fluidi, liquidi come il corpo. Come il pensiero. Mai fermi. In costante movimento. La stessa vibrazione che è nel gesto che graffia la tela e la scalfisce. E lei risponde. Non asseconda. Preme per dire la sua. E quando questa lotta fra carbone, mani, parete, tela e cervelli trova una conclusione, si rende percepibile il crogiolo abitante l’individuo.»

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