Eva Maya è una cartografa dell’animo umano: la sua ricerca parte dall’incontro con l’altro. Attraverso l’osservazione partecipante, tecnica antropologica grazie alla quale l’artista entra in profondo contatto con diverse categorie umane, ha la possibilità di indagare parti identitarie archetipiche quali il femminile, il maschile, il desiderio erotico, il potere, il successo. In questo modo l’identità diventa un caleidoscopio di significati esplorabili: “I would suggest the possibility to be more”
Tecnicha: video
EGON BOTTEGHI
Egon Botteghi realizza performances teatrali nate dal corpo di una persona trans, corpo di sangue e muscoli, grasso ed ossa, esperienza, pensiero, voci, elaborazione culturale e spirito critico, svolte attraverso un collage di scrittura, lettura, affabulazione, video interviste, canto e musica, per raccontare la propria storia e la storia di altre persone trans al di sopra della psichiatrizzazione e della patologizzazione come unica forma di esistenza.
“Io sono un uomo transessuale. E non sono un trans perché voglio rinnegare la donna che è in me, perché mi vergogno di lei, anzi scoprendomi trans ho capito che riuscirò a far splendere di puro orgoglio la mia parte femminile, che non è niente di tutto quello che si professa in giro sull’eterno femminino e sopratutto riuscirò a far splendere la persona che veramente sono. Ego-n. Evviva la chimera Egon, perché sua è questa vita”.
(Da “Mi chiamo Egon. Diario di un uomo transessuale”- performance teatrale)
MOTUS
MOTUS è la compagnia fondata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò nel 1992. Il gruppo, esploso negli anni Novanta con spettacoli di grande impatto emotivo e fisico, ha saputo prevedere e raccontare alcune tra le più aspre contraddizioni del presente.
Dalla sua fondazione Motus affianca la creazione artistica – spettacoli teatrali, performance e installazioni – con un’intensa attività culturale, conducendo seminari, incontri, dibattiti e partecipando a festival interdisciplinari nazionali e internazionali.
Liberi pensatori, portano i loro spettacoli nel mondo: da Under the Radar (NYC), al Festival TransAmériques (Montréal), Santiago a Mil (Cile), Fiba Festival (Buenos Aires), Adelaide Festival (Australia), Taipei Arts Festival (Taiwan) e in tutta Europa.
MATILDE SAMBO & FURIO GANZ
Matilde Sambo & Furio Ganz, utilizzando principalmente il mezzo video, indagano i delicati equilibri tra l’uomo e ciò che lo circonda focalizzandosi sul rapporto tra natura e artificio come modifica costante dell’ambiente umano. Il corpo come mezzo, tanto complesso quanto fragile, viene mostrato, nei lavori del duo, fino al limite della sua rottura. La consapevolezza di una linea sempre più sottile tra mondo naturale e artificiale genera nei due artisti la necessità di creare lavori in bilico tra il documentario e la fiction.
La Musa e gli Artisti
LA MUSA E GLI ARTISTI è un progetto dove due affermati pittori contemporanei di lungo corso danno vita ad opere il cui filo conduttore è costituito dai suggerimenti di una giovane musa ispiratrice politicamente scorretta la quale ha l’ultima parola sul destino dei lavori compiuti, ovvero, se quanto realizzato dagli artisti soddisfa la musa le opere saranno di dominio pubblico altrimenti gli artisti devono distruggerle davanti a lei, di queste non deve rimanere memoria. E’ cosi che di dieci lavori realizzati dal gruppo negli ultimi anni nove sono andati completamente perduti. L’ Identità dei tre sarà rivelata solo a progetto concluso perchè facendo propria la massima di Oscar Wilde LA MUSA E GLI ARTISTI ritengono che “Rivelare l’ arte e nascondere l’ artista è il fine dell’ arte”
Slavina
Slavina è un’artista multimedia: definisce pornoattivismo il suo ambito di ricerca e creazione.
È cresciuta come videomaker alla scuola DIY del mediattivismo con Candida, tv elettrodomestica; a fine anni ’90 ha partecipato come fotografa e performer a PhagOff, la prima festa queer a Roma.
Nel 2005 si è trasferita in Spagna scoprendo la scena della postpornografia. Da allora la sua produzione si è sviluppata concentrandosi sulle politiche del corpo e sulla rappresentazione delle sessualitá. Rincorrendo un equilibrio impossibile tra arte e attivismo, nei suoi progetti (video, teatro cabaret e laboratori) pretende valorizzare il potenziale politico di trasformazione della condivisione dell’intimitá. Grazie al suo lavoro di networking e traduzione ha facilitato la diffusione in Italia delle opere e artiste piú interessanti del femminismo contemporaneo spagnolo.
Nel 2012 ha pubblicato un libro di racconti erotici che per primo in Italia popolarizzava il concetto di dissidenza sessuale. Fa parte del collettivo di registe Le ragazze del porno e del progetto di ricerca accademica e performativa transnazionale Zarra Bonheur.
Loredana Denicola
Loredana Denicola è una fotografa documentarista e vive a Londra. Il suo rapporto con la fotografia nasce dal desiderio di cambiamento e dall’esigenza di una evoluzione personale che parte dalla scoperta della propria ‘struttura psicologica’, e poi di comprensione e distruzione della stessa usando il proprio lavoro artistico come potente mezzo di autoanalisi. Sotto questo aspetto il suo progetto, “I am your mirror” è esplicitamente rappresentativo di questo processo nel quale, instaurando un rapporto di intimità con dei perfetti estranei, trovati su Internet, Loredana usa la fotografia per mettere a nudo alcune tra le pulsioni più nascoste e soppresse di entrambi, sbarazzandosi temporaneamente di quegli schemi comportamentali che ci rendono come degli automi che recitano dei ruoli che non ci appartengono per essere accettati dalla società. Il risultato? Un attacco frontale all’identità che può aprire molte porte ma anche lasciare profondamente disturbati proprio come fissarsi allo specchio e chiedersi: chi siamo veramente?
Silvia Giambrone
Uso soprattutto l’arte concettuale per illustrare il mio commento sulla società con un focus sulla relazione tra il soggetto e il potere. Attraverso diversi media, compresi performance, installazione, scultura e suono, esploro le pratiche del corpo e le contemporanee politiche di genere, rendendo gli spettatori consapevoli dei modi nascosti e silenziosi tramite cui il potere entra nella vita di tutti i giorni e colpisce le relazioni. Sono interessata alla cultura materiale e visiva e scavo nella vita e nelle pratiche quotidiane per svelare, come se fosse quasi un’operazione archeologica, i segni delle prove sia fisiche che invisibili del processo di ‘soggettivazione’.
Marsala
MARSALA nasce nel 2013 dall’incontro tra Rita Maralla e Teresa Sala, due artiste italiane interessate a sviluppare progetti multimediali di ricerca sul rapporto tra corpo, genere, identità e spazio nelle sue molteplici declinazioni. La loro prassi creativa predilige un approccio ironico e positivo, nonostante sia costante uno sguardo critico e consapevole della realtà che le circonda. In questo senso, ricercano un legame forte tra visione poetica e indagine politica. Oltre a occuparsi di produzioni audiovisive, promuovono un laboratorio di antropologia visuale urbana sul tema dell’identità in rapporto alla città contemporanea. Rita è un’antropologa visuale che comunica attraverso differenti linguaggi espressivi: video, collage, installazione, fotografia e scrittura. Teresa lavora come filmmaker e regista, alternando lavori commerciali a progetti indipendenti. Da sempre interessata alle arti performative, nel 2015 realizza il suo primo spettacolo teatrale, SANIFICATA, come autrice e regista, un monologo sull’ossessione per la pulizia del corpo e dello spazio.
Silvia De Gennaro
Il tema di riflessione attorno a cui ruotano i miei lavori è la condizione umana: dalla sua eterna ricerca della spiritualità alla sua attuale condizione sociale. Nelle mie opere analizzo, spesso con sguardo ironico, l’impatto dei media sull’uomo contemporaneo; i falsi miti, la mancanza di speranza ed ideali.

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