Tecnicha: disegno

La Musa e gli Artisti

LA MUSA E GLI ARTISTI è un progetto  dove  due affermati pittori contemporanei di lungo corso danno vita ad opere il cui filo conduttore è costituito dai suggerimenti di una giovane musa ispiratrice politicamente scorretta la quale ha l’ultima parola sul destino dei lavori compiuti, ovvero, se quanto realizzato dagli artisti soddisfa la musa le opere saranno di dominio pubblico altrimenti gli artisti devono  distruggerle  davanti a lei, di queste non deve rimanere memoria. E’ cosi che di dieci lavori realizzati dal gruppo negli ultimi  anni  nove sono andati completamente perduti.  L’ Identità dei tre  sarà rivelata solo a progetto concluso  perchè facendo propria la massima di Oscar Wilde LA MUSA E GLI ARTISTI ritengono che “Rivelare l’ arte e nascondere l’ artista è il fine dell’ arte”

Loredana Denicola

Loredana Denicola è una fotografa documentarista e vive a Londra. Il suo rapporto con la fotografia nasce dal desiderio di cambiamento e dall’esigenza di una evoluzione personale che parte dalla scoperta della propria ‘struttura psicologica’, e poi di  comprensione e distruzione della stessa usando il proprio lavoro artistico come potente mezzo di autoanalisi. Sotto questo aspetto il suo progetto, “I am your mirror” è esplicitamente rappresentativo di questo processo nel quale, instaurando un rapporto di intimità con dei perfetti estranei, trovati su Internet, Loredana usa la fotografia per mettere a nudo alcune tra le pulsioni più nascoste e soppresse di entrambi, sbarazzandosi temporaneamente di quegli schemi comportamentali che ci rendono come degli automi che recitano dei ruoli che non ci appartengono per essere accettati dalla società. Il risultato? Un attacco frontale all’identità che può aprire molte porte ma anche lasciare profondamente disturbati proprio come fissarsi allo specchio e chiedersi: chi siamo veramente?

Alberto Barazzuti

La mia attenzione va soprattutto a temi che riguardano l’individuo e l’identità nell’attuale società della comunicazione e della tecnica, quindi ai processi economici e culturali che determinano le dinamiche sociali, ai processi di mondializzazione e di esclusione, all’invasività del mondo multimediale e alla pervasività della tecnologia. Penso che sia importante elaborare una strategia di sopravvivenza partendo dalla propria marginalità; decolonizzare il proprio immaginario da quei valori che tendono all’omologazione per poter formulare nuove ipotesi di partecipazione.

ZEGRA production

L’arte di ZEGRA indaga i confini della lingua e dell’immaginario contemporaneo attraverso la filosofia femminista della differenza. I suoi oggetti sono misure di distanze che intercorrono tra la percezione del corpo in relazione e l’uso di categorie astratte.

La produzione poetica di ZEGRA è strettamente connessa all’attività filosofica (http://www.iaphitalia.org/) e alla critica teatrale (http://nucleoartzine.com/) di Enrica Giannuzzi, ma si nutre del dialogo e della collaborazione con artiste visive e parlanti molteplici.

Rambelli e Bigi

’29 our circled world’ è un progetto di Silvia Bigi e Laura Rambelli, nato dall’idea che la femminilità e lo spazio delle donne di oggi abbiano bisogno di essere ri-trovati cercando una nuova direzione. I combattimenti degli anni ‘70 hanno contribuito a dare importanti diritti sociali, beni materiali e spazio alle donne, ma allo stesso tempo hanno creato una grande distanza nei confronti della loro vera natura. Donne e uomini sono diversi. Questa diversità è vissuta profondamente nei nostri corpi, nella nostra vita circolare, nelle nostre trasformazioni, biologiche e mentali. É arrivato il momento di accettare la nostra diversità, che in realtà è proprio la nostra forza, la reale natura, l’origine dell’amore: uomini e donne sono complementari. 29 rappresenta un primo tessello nella creazione di nuove forme di espressione che rinunciano a combattere in nome di una condizione di uguaglianza sterile. L’arte ha oggi altri modi per arrivare: più sottili, profondi, dolci, circolari.

Stella Stefania Gagliano

Ha studiato a Venezia Arti Visive e dello Spettacolo (IUAV) e si è diplomata a Bologna all’Accademia di Belle Arti. Parallelamente ha praticato Teatro Danza e Danza Contemporanea. Dipinge su tele nude inchiodate a parete, utilizzando crete e carboni neri. Lavora sull’individuo, l’essere umano, la cattiveria e la follia. Ma anche sulle peculiarità che ci contraddistinguono dal magma che siamo. Su ciò che da valore alla mera sopravvivenza. Vive quotidianamente la compresenza della vita e della morte, il coesistere delle dicotomie, la stupidità e la pericolosità, tutta umana, di dare un nome alle cose.
Sul fare pittura scrive: «Abitare il corpo.
Con tutti i suoi nei, le artriti, i pori, i punti neri. La carne, le ossa, il grasso, i seni, il sesso, terminazioni nervose, vasi sanguigni, reti neurali. Il pensiero è nello scheletro. E bocche , orifizi, sudore, umori. Fluidi, liquidi come il corpo. Come il pensiero. Mai fermi. In costante movimento. La stessa vibrazione che è nel gesto che graffia la tela e la scalfisce. E lei risponde. Non asseconda. Preme per dire la sua. E quando questa lotta fra carbone, mani, parete, tela e cervelli trova una conclusione, si rende percepibile il crogiolo abitante l’individuo.»

Anna Ramasco

Anna Ramasco stages collective performances aiming to overcome the existing scepticism over the “diverse” through the use of light, ironic and positive spins. She gives particular attention to dis-abilities, especially deafness. Her “50 segnanti” performance happened at Palazzo Grassi in May 2014 during the estranged atmosphere of a Doug Wheeler performance. In her individual performance “La

In her individual performance “La fioraia” ArtVerona 2013, she celebrates sexuality (sometimes dramatic, other times soft and kitsch) dancing with handmade and already-made phalluses that get put in vases of plants and flowers.