Classe 1981, nato a Terni, Andrea Abbatangelo é scultore e regista. La sua pratica, distintiva nell’applicazione di una larga varietà di metodi artistici contemporanei, gioca con l’idea della mortalità dell’opera d’arte posta in contrasto al potere dell’apparenza transitoria, che, essendo ristretta nel tempo, é obbiettivamente molto più intensa. Le sue sculture sono investigazioni su concetti quali l’autenticità e l’oggettività portate avanti tramite un approccio enciclopedico, una precisione quasi scientifica e il referimento a documentary, ‘fact-fiction’ ed equivalenti scientifici popolari. Usando un sempre più crescente archivio di documenti ritrovati nel tentativo di creare opere autonome, Abbatangelo prova ad aumentare la dinamica tra l’audience e l’autore attraverso emozioni rese oggetto e la rilettura di certe dicotomie che si creano nell’interpretazione dei testi.
Tecnicha: performance
Ruben Montini
Nato a Oristano nel 1986, Ruben Montini vive e lavora spostandosi in tutta Europa. Nella sua ricerca artistica focalizza l’attenzione su questioni di genere, studiando quali possano essere le possibili applicazioni del linguaggio radicale e talvolta violento che ha caratterizzato la performance femminista fin dagli anni ‘60, fino a tematiche queer. Le sue performance offrono spesso una facciata mondana e narcisistica che subito rivelano (paradossicalmente) un messaggio essenzialmente politicizzato.
Tra le piu’ recenti apparizioni ricordiamo la Biennale di Istanbul (2013) e la collettiva Fuck Taboo, a cura di Carlo Medesani (2013, Galleria Camera16, Milano). Sito della galleria rappresentante l’artista http://www.massimodeluca.it
Giovanna Lacedra
Il corpo è realtà tangibile di noi stessi. E’ strumento di libera espressione o narrazione di quel che siamo stati, di quel che siamo, di quel che subiamo, di quel che tratteniamo, di quel che potenzialmente sappiamo dare o negare. Il corpo dice.
Partendo da questa consapevolezza, la ricerca di Giovanna Lacedra si incentra su tematiche prettamente relative all’universo femminile, nello specifico ai nodi, ai traumi e ai disagi vissuti dalle donne, sovente tra vergogna e silenzio o sotto la cappa dell’omertà.
Le tematiche fino ad ora affrontate all’interno di progetti portati in scena sono: anoressia e bulimia, prevaricazione e violenza di genere, depressione, suicidio, abuso dell’infanzia.
Mona Lisa Tina
Artista, performer e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è specializzata nel 2012 in Arte Terapia. Dal 2014, ha attivato in collaborazione con lo psicoanalista Giovanni Castaldi, un progetto formativo sull’identità presso la GAM di Torino.
Pone al centro di tutte le sue riflessioni il Corpo come luogo di continui processi trasformativi psichici e fisici. Le sue azioni incarnano rituali entro cui esso è coerentemente proposto come asessuato, mutante e contaminato e dove il luogo adibito all’azione è spesso modificato nelle sue coordinate spaziali. Promuovendo, all’interno dell’azione performativa, un momento di quasi ancestrale autocoscienza e una reale riappropriazione identitaria, l’artista intende proporre una fisicità “alternativa”, che si libera dai modelli di bellezza standardizzati, esibendola come spazio simbolico aperto e veicolo di comunicazioni significative.
Kyrahm e Julius Kaiser
Kyrahm e’ una delle rappresentanti della live art in italia. Artista concettuale, videoartista, body artist e performer internazionale.
Elabora performance dal forte impatto emotivo dove tutto cio’ che avviene e’ reale. Crea concept innovativi ed opera nel campo dell’arte contemporanea e della comunicazione.
Julius Kaiser e’ videomaker, drag king e performance artist. La sua ricerca artistica ha origine nell’ambito della sperimentazione che indaga i ruoli sociali di genere proponendo una visione fluida degli stessi coerentemente con le teorie filosofiche Queer. L’incontro con l’artista Kyrahm ha determinato una prospettiva artistica ai contenuti di tale indagine, dando vita a performance sperimentali ottenendo riconoscimenti a livello internazionale. Lavora anche come videomaker realizzando videoclip e documentari, organizza workshop.
Insieme operano sia nella scena underground che nell’ambito dell’arte contemporanea presso gallerie, musei e rassegne internazional, organizzano seminari ed eventi.
Hanno istituito il movimento artistico italiano Human Installations.
Stefano Scheda
Ho sempre cercato di catturare i cortocircuiti della realtà senza alterare di essa la fisionomia oggettiva ma lasciando percepire ad un secondo sguardo lo scarto, lo strabismo, l’altrove. Dalla mia prima ricerca artistica incentrata sul rapporto corpo/architettura sono passato ad indagare maggiormente le questioni di carattere sociale: immigrazione, razzismo (Di-visione 2007/2010), la paura e le minacce (Meteo 2004), l´identità nazionale e la condizione femminile (Le sfoglie di Garibaldi 2011) e inoltre il problematico gender (Roll n’Roll 2009); installazioni o performance che spesso divengono sequenze fotografiche o video. Anche la serie “ Fuoridentro”, per il tramite del motivo ricorrente dello specchio, include lo spettatore come parte in causa del gioco provocatorio e irritante di questa produzione ad interrogazione della soglia come apertura-chiusura bifronte e contemporanea dello sguardo. Tutto il mio lavoro è comunque realizzato attraverso una duttilità dinamica, conduce ad una speculazione sulla percezione della realtà e la sua possibile traduzione mediale, abdicando allo spettatore la difficoltà di distinguere fra illusione e realtà. Questa opposizione spaziale caratterizza non solo una condizione fisica ma anche psichica dell’anima, rilevante in tutte le dimensioni dell’esistenza. L’aspetto performativo-relazionale che sto sperimentando in T(r)ATTO,è il proseguimento ideale della performance ” Looking for the body of the Artist”,da me realizzata,alla Galleria Martina Detterer di Francoforte: l’Artista nudo, dentro una stanza al buio, diveniva, per il visitatore/esploratore, invisibile ma toccabile.
Sergio Racanati
Il mio lavoro è ispirato da un interesse per la storia sociale dell’uomo e la sua relazione con l’ambiente urbano, politico e architettonico. Analizzo gli elementi laterali dimenticati dalle narrative storiche riflettendone il rapporto tra il paesaggio urbano e l’evoluzione civile dell’uomo; contesto la storia del comportamento comunitario in architettura e politica studiandone il rapporto tra memoria individuale e collettiva. Un lavoro del corpo, non inteso come diario privato, che respinge ogni narrativa intenta a favorire prospettive analitiche ma che punta a costruire un deposito di memoria culturale da cui si possa prendere riferimento cosicché possa essere usato come critica del presente. Uno studio tende alla rilettura in chiave critica dei sistemi di potere e la complessa realtà dell’economia globalizzata. Una visione artistica e una vita che muovono tra ‘sottoculture di resistenza’ che tentano di resistere la massificazione della vita urbana, la distruzione dell’ambiente e del paesaggio. Ciò é anche un atto politico attraverso il linguaggio dell’arte quando assume il significato di organizzazione, impiego e gestione dello spazio comune, sociale e collettivo. I contesti che vengono piú spesso utilizzati nella mia ricerca artistica sono ‘residui,’ ovvero piazzati al confine tra la produzione di conoscenza e l’uso industriale risultato del ‘potere illegale’ e speculativo della vita stessa. L’importanza politica risponde alle multiple richieste della gente che richiede una revisione delle dicotomie tra pubblico/privato, visione individuale/visione collettiva.
AMAE
Eccezionale collaborazione, AMAE si focalizza sulle tensioni che si generano tra i corpi marginalizzati da una società eteronormativa. Il loro studio contamina i linguaggi tradizionali dell’arte comunicativa (poesia, video, suono, fotografia, installazione e performance) con i media di massa attraverso lavori fotografici e performance che sono spesso in streaming live sul web. Spesso lavorando su piattaforme internazionali in tutta Europa, AMAE é incentrata sull’intersoggettività e transfer nella performance art; eredità e mimica del comportament; la mimica contro l’imitazione; identificazione e conflitto; società primaria e società contemporanea; spazio e tempo d’assimilazione dei comportamenti empatici; comportamenti in relazione all’alterità; corpi transitory; realtà augmentata.

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